Al regista Gjon Kolndrekaj la Palma d’Oro 2023 Papa Giovanni Paolo II

Gjon Kolndrekaj
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La prestigiosa “Palma d’Oro Papa Giovanni Paolo II” sarà assegnata per il 2023 al regista del Sacro Gjon Kolndrekaj per la sua opera che, con oltre 80 produzioni tra film e documentari, parla ai giovani ed è costruttrice di ponti tra culture diverse

Si svolgerà domani, domenica 10 Dicembre 2023, la cerimonia della consegna della Palma D’Oro – Giovanni Paolo II ospitata ad Assisi, Città della Pace e della Fratellanza. L’evento si terrà in concomitanza della marcia per la pace di Assisi nel giardino della Chiesa Nuova – casa natale di San Francesco, dove si trova l’albero di ulivo donato da Giovanni Paolo II. Il prestigioso riconoscimento è riservato prevalentemente a Capi di Stato. Infatti, negli anni per volere del suo fondatore sono stati insigniti, il Presidente Regan, Gorbaciov, Gheddafi e Benedetto XVI.

Per il 2023 la Palma d’Oro Giovanni Paolo II è stata assegnata a Gjon Kolndrekaj, regista, autore, produttore cinematografico italiano con la motivazione: “…l’opera tua chiama a raccolta giovani ed adulti di tante parti del mondo, perché da ogni terra si possa annunciare il progetto di pace che nasce dal Vangelo…
Kolndrekaj oggi è considerato dai più importanti critici internazionali, autorevole regista nel settore del Sacro con un attivo di oltre 80 tra film e documentari che riguardano le tre religioni monoteiste. Il suo ultimo lavoro, ormai entrato tra i kolossal del genere sacro, è il “Videocatechismo della Chiesa Cattolica” patrocinato dal Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione in collaborazione con la Chiesa Universale.

Il significato della Palma d’Oro Papa Giovanni Paolo II

Il 27 ottobre 1986 Papa Giovanni Paolo II, convocò in Assisi i Rappresentanti delle varie Religioni mondiali per pregare e per attuare un cammino di pace nel mondo. Il frutto di tale incontro fu chiamato Spirito di Assisi che, nell’interpretazione del fondatore di Assisi Pax, Padre Gian Maria Polidoro, ha come significato fondamentale il fatto che la spiritualità è motore principale della storia nel mondo. Al termine di quello storico incontro il Papa fece dono ad ogni Rappresentante di una piccola pianta di ulivo in vaso, simbolo di pace che cresce. La pianticella donata al rappresentante religioso delle religioni tradizionali d’America non poteva essere portata negli USA per i motivi delle restrizioni doganali. Pertanto fu affidata al Prof. Carlo Laudenzi e successivamente donata a Padre Gian Maria Polidoro che lo ha posto a dimora nel piccolo giardino presso la casa natale di San Francesco (Convento Chiesa Nuova). Da quel tempo Padre Gian Maria Polidoro, coglie un ramoscello (Palma) che, bagnato nell’oro, viene dato, come riconoscimento a chi lavora per la pace.

Da ricordare quando nel 1984 Padre Polidoro, cofondatore del Centro Internazionale per la Pace fra i Popoli, fu uno dei due francescani che si recarono dal Presidente USA, Ronald Reagan ed al Kremlino per indicare una via di dialogo come possibilità di superare la guerra fredda. Su richiesta del Leader Gorbaciov, ha descritto un pro – memoria consegnato presso la Basilica di San Francesco, all’Ambasciata dell’Unione Sovietica, alla presenza dell’allora Ministro Italiano degli Esteri Oscar Luigi Scalfaro. Quindi, con gli altri membri del Direttivo, ha seguito i summit Reagan – Gorbaciov mantenendo buoni contatti con le due Delegazioni. Per la sua attività di fede pacifista con decreto del Presidente della Repubblica, il 2 giugno 2010 gli fu attribuita l’onorificenza di “Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana”.

L’opera di Gjon Kolndrekaj

Unico regista ad aver conosciuto gli ultimi quattro Papi, per volere di Giovanni Palo II ha realizzato per il Grande Giubileo del 2000 la serie Viaggio nei luoghi del Sacro. Ha incontrato il Grande Patriarca della Russia Alessio II e con il benestare del mondo ortodosso ha realizzato il film – documentario Santa Caterina del Sinai. Nell’87 ha presentato al Cairo un importante lavoro, patrocinato dell’Università Al-Azhar.
In collaborazione con il governo cinese ha realizzato in esclusiva mondiale il Docu – film “Matteo Ricci; un Gesuita nel regno del drago”, presentato nella Santa Sede il 28 giugno del 2009 alla presenza dell’Ambasciatore della Repubblica Popolare della Cina. Una data storica questa per Kolndrekaj e per le produzioni filmiche sacre: è la prima volta che un rappresentante della Repubblica Popolare della Cina varca i confini dello Stato Pontificio leggendo il telegramma inviato dal Governo Cinese che definisce la sua opera “un ponte di amicizia tra l’Italia e la Cina”. Presentato in 99 Paesi nel Mondo, tra cui Unesco di Parigi e l’ONU, rappresenta l’Italia all’EXPO di Shangaj con la presenza del Capo dello Stato e nei più importanti Festival Nazionali tra i quali la Mostra dell’Arte Cinematografica Biennale di Venezia e la Festa del Cinema di Roma.
Pioniere della tecnologia 4K dall’aprile 2013 come testimonia l’evento Cinemaday del 24 novembre 2013 Gjon Kolndrekaj è conosciuto anche come l’ideatore dei Videoclip Solidali e realizza per la Caritas internazionale il video Football Stars dove oltre 40 campioni del calcio mondiale hanno cantato per la solidarietà: Platini, Cabrini, Rossi, Gullit, Rivera ecc. Successivamente Little Song un videoclip per parlare di AIDS con la collaborazione di molti artisti, Giuliano Gemma, Domenico Modugno, Amendola, Oreste Lionello, Gassman, Marisa Laurito, Fabrizio Frizzi, Tognazzi ed altri. Per oltre 30 anni ha diretto programmi di successo in RAI, tra cui ricordiamo Linea Verde presentata da Federico Fazzuoli.

Seppure, di lui hanno scritto autorevoli riviste nel mondo, a causa del suo carattere riservato, raramente Kolndrekaj concede interviste. Citato in molti libri come quello del famoso storico Albanese Ily Polovina nel libro RAI – ALBANIA che gli dedica 5 capitoli per la sua entrata in Albania e al capitolo A caccia di notizie, attribuisce alle sue telecamere un ruolo importante e determinante per la rivoluzione democratica in Albania. Di lui hanno scritto anche il Maestro Mogol nel suo libro Il mio mestiere è vivere la Vita e il noto critico cinematografico Vittorio Giacci che gli ha dedicato una ricca biografia dal titolo Visione di fede.

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